Riforma delle legge fallimentare: al via i lavori del Governo

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 19 ottobre 2017, n. 155, recante “Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza”. Il Parlamento ha, quindi, da poco varato la legge delega per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza e che dovrà essere attuata con uno o più decreti delegati al governo da emanare entro 12 mesi. Si tratta di 16 articoli che disciplinano le procedure della crisi e dell’insolvenza (è esclusa solo l’amministrazione straordinaria) avrà un’applicazione vastissima. Di seguito le linee guida che il Governo dovrà osservare nell’attuazione della delega, come indicato anche nel Dossier del Servizio Studi A.S. n. 2681 del Senato che ha accompagnato il percorso di approvazione della riforma e di cui si riportano le principali novità.

L’articolo 1 della Legga Delega conferisce al Governo il compito di emanare, entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge uno o più decreti legislativi per riformare: le procedure concorsuali (R.D. n. 267 del 1942, c.d. Legge Fallimentare); la disciplina della composizione delle crisi da sovraindebitamento (Legge n. 3 del 2012); il sistema dei privilegi e delle garanzie.

L’articolo 2, che individua i principi generali sui quali si fonda la riforma, interviene anzitutto sul lessico della riforma, prevedendo la sostituzione del termine “fallimento” con l’espressione “liquidazione giudiziale”. La modifica terminologica dovrà operare anche in relazione alle disposizioni penali contenute nella Legge Fallimentare, garantendo comunque la continuità delle fattispecie. Il Governo dovrà inoltre eliminare dalla disciplina dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, la dichiarazione di fallimento d’ufficio, attualmente disciplinata dall’articolo 3, comma 1, del Decreto Legislativo n. 270 del 1999. La riforma dovrà inoltre distinguere i concetti di stato di crisi e di insolvenza, configurando la crisi come probabilità di futura insolvenza.

Per le crisi del gruppo societario, sono previste una serie di principi generali relativi all’insolvenza di una o più imprese appartenenti a un gruppo societario, prefigurando disposizioni volte a consentire lo svolgimento di una procedura unitaria per la trattazione dell’insolvenza delle società del gruppo e prevedendo, comunque, che anche in caso di procedure distinte che si svolgano in sedi giudiziarie diverse, vi siano obblighi di reciproca informazione a carico degli organi procedenti. In primo luogo, il Governo è delegato a definire il concetto di “gruppo di imprese”, ai fini dell’applicazione delle procedure concorsuali, modellandone la definizione su quelle, previste dal Codice Civile, di direzione e coordinamento (artt. 2497 e seguenti) e di gruppo cooperativo paritetico (art. 2545-septies). Il Legislatore delegato dovrà inoltre introdurre una presunzione semplice di assoggettamento a tale direzione e coordinamento in presenza di un rapporto di controllo, come definito dall’art. 2359 del Codice Civile. Ai sensi dell’art. 2359 c.c. sono considerate società controllate: 1. le società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria; 2. le società in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria; 3. le società che sono sotto influenza dominante di un’altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali con essa.