Rientro dei “cervelli” e lavoratori “impatriati”: agevolazioni fiscali entro il 30 aprile.

Il Dottor Arceci illustra ed approfondisce le agevolazioni fiscali per il rientro in Italia dei docenti e ricercatori, cosiddetti “cervelli in fuga” e dei lavoratori altamente qualificati, cosiddetti “impatriati”.

Misura delle agevolazioni previste:

  1. Sgravio imponibile del 90% (“rientro dei docenti e ricercatori”)
  2. Sgravio imponibile del 20% e 30% valevole fino al 2016 (“impatriati”) per coloro che sono impatriati entro il 31/12/2015
  3. Sgravio imponibile del 50% valevole a partire dal 2017 (“impatriati”) a valere anche per i lavoratori impatriati nel 2016

N.b.

  • Le predette agevolazioni non sono cumulabili
  • Il termine per inoltrare la richiesta al datore di lavoro 30 aprile 2017
  • L’opzione per il regime speciale è irrevocabile ed esplica l’efficacia per il quinquiennio

 

Quanto alla I° agevolazione

Un primo intervento riguarda le condizioni per il rientro di quei docenti e ricercatori che, in possesso di titolo di studio universitario o equiparato e non occasionalmente residenti all’estero, abbiano svolto per almeno 2 anni continuativi di documentata attività di ricerca o docenza all’estero presso centri di ricerca pubblici o privati o università. La normativa di riferimento, individuata dall’articolo 44 del Dl 78/2010, viene modificata dal comma 149 dell’articolo 1 della legge di bilancio 2017, con l’eliminazione del limite temporale di efficacia delle agevolazioni previsto nei 7 anni solari successivi all’entrata in vigore del decreto.

Con l’eliminazione di tale orizzonte temporale l’agevolazione viene resa strutturale, riconoscendo al docente o ricercatore rientrato in Italia l’abbattimento del 90% del reddito di lavoro dipendente o autonomo – ai fini Irpef e Irap – nel periodo di imposta in cui il lavoratore diventa fiscalmente residente in Italia e nei 3 periodi d’imposta successivi, sempre a condizione che per tutto il periodo agevolato permanga la residenza fiscale in Italia.

 

Quanto alla II°e III° agevolazione

Viene modificato il regime agevolato riconosciuto dall’articolo 16 del Dlgs 147/2015 ai lavoratori impatriati, cioè a coloro che abbiano sperimentato esperienze significative di lavoro o studio all’estero, favorendo così i processi di internazionalizzazione dei soggetti economici operanti in Italia.

Più nel dettaglio, i commi 150 e 151 dell’articolo 1 della legge di bilancio 2017 provvedono a:

– ampliare l’ambito di applicazione soggettivo, ricomprendendo dal 1° gennaio 2017 anche i lavoratori cittadini di Paesi terzi (extra Ue) con i quali sia in vigore una convenzione contro la doppia imposizione in materia di imposte sul reddito, ovvero un accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale, in possesso di un diploma di laurea, che abbiano svolto continuativamente un’attività di lavoro dipendente, di lavoro autonomo, di impresa fuori dall’Italia negli ultimi 24 mesi, oppure che nel medesimo periodo (o più) abbiano svolto un’attività di studio fuori dall’Italia conseguendo un diploma di laurea o una specializzazione post lauream;

– incrementare dal 30 al 50% l’ammontare del reddito Irpef esente;

– ammettere alla detassazione parziale anche i redditi di lavoro autonomo.

Riepilogando:

  • la L. 147 del 2015, all’art. 16, amplia le agevolazioni di cui alla L. 238/2010 ai cosiddetti lavoratori “impatriati”, ed in particolare alla lettera d) del comma 1, identifica nei soggetti beneficiari delle agevolazioni ” i lavoratori che rivestono ruoli direttivi ovvero sono in possesso di requisiti di elevata qualificazione …. come definiti con decreto del Ministeroda emanarsi entro 90 gg”;
  • il decreto attuativo (cui fa riferimento l’art. 16 della l. 147/2015) viene emanato il 26 maggio 2016. Ai fini dell’individuazione dei soggetti beneficiari e fa espresso rinvio al c. 1 lett. d) del DLGS del 28 giugno 2012 n. 108, per quanto attiene ai lavoratori dipendenti, mentre al DLGS n. 206 del 6 novembre 2007 n. 206 per i lavoratori autonomi;
  • il Dlgs n. 108 del 28 giugno 2012 n. 108 sancisce le condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di paesi terzi che intendono svolgere lavori altamente qualificati in Italia. all’art. 1 c. 1 lett. a) definisce che debbano essere lavoratori in possesso: del “titolo di istruzione superiore almeno triennale”.
  • Il comma 151 della L. 11 dicembre 2016, n. 232 estende ai lavoratori rimpatriati nel 2016 le agevolazioni fiscali rese definitive dal comma 150

 


La normativa di riferimento esaminata:

DECRETO-LEGGE 31 maggio 2010, n. 78 – Art. 44 (Incentivi  per  il  rientro  in  Italia  di  ricercatori   residenti all’estero)

  1. Ai fini delle imposte sui redditi e’ escluso  dalla  formazione del reddito di lavoro dipendente o  autonomo  il  novanta  per  cento degli emolumenti percepiti dai docenti  e  dai  ricercatori  che,  in possesso di  titolo  di  studio  universitario  o  equiparato  e  non occasionalmente  residenti  all’estero,  abbiano  svolto  documentata attivita’ di ricerca o docenza all’estero presso  centri  di  ricerca pubblici o privati o universita’ per almeno due anni  continuativi  e che dalla data di entrata in vigore del presente decreto ed  entro  i cinque anni solari successivi vengono a svolgere la loro attivita’ in Italia,  acquisendo  conseguentemente  la   residenza   fiscale   nel territorio dello Stato.
  2. Gli emolumenti di cui al comma 1 non concorrono alla formazione del  valore  della  produzione  netta  dell’imposta  regionale  sulle attivita’ produttive.
  3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano a  decorrere dal primo gennaio 2011, nel periodo d’imposta in cui  il  ricercatore diviene fiscalmente residente nel territorio dello Stato  e  nei  due periodi d’imposta successivi sempre che permanga la residenza fiscale in Italia.

 

LEGGE 30 dicembre 2010, n. 238  – Art. 1. (Finalita’ – Durata degli incentivi fiscali)

  1. La presente legge intende contribuire allo sviluppo del  Paese mediante  la  valorizzazione delle esperienze umane, culturali e professionali maturate da cittadini  dell’Unione europea che hanno risieduto continuativamente per almeno ventiquattro mesi in Italia, che studiano, lavorano o che hanno  conseguito una specializzazione post lauream all’estero e che decidono di fare rientro in  Italia.  A tale fine, la presente legge  prevede la concessione di incentivi fiscali, sotto forma di minore imponibilita’ del reddito, in  favore dei soggetti individuati con il decreto di cui all’articolo 2,  comma 2.
  2. I benefici fiscali di cui alla presente legge spettano dalla data di entrata in vigore della medesima legge fino al  periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013.  Hanno  diritto ai  predetti benefici i cittadini dell’Unione europea che, alla data del 20 gennaio 2009, siano in possesso dei requisiti di cui all’articolo 2.

Art. 2. (Caratteristiche dei soggetti beneficiari)

  1. Hanno diritto alla  concessione dei benefici fiscali di cui all’articolo 3:
  2. a) i cittadini dell’Unione europea, nati dopo il 1° gennaio 1969, in possesso di un titolo di laurea, che hanno risieduto continuativamente per almeno ventiquattro mesi in Italia e che, sebbene residenti nel loro Paese d’origine, hanno svolto continuativamente un’attivita’ di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di impresa fuori di tale Paese e dell’Italia negli ultimi ventiquattro mesi o piu’, i quali vengono assunti o avviano un’attivita’ di impresa o di  lavoro autonomo in Italia e trasferiscono il proprio domicilio, nonche’ la propria residenza,  in Italia entro tre mesi dall’assunzione o dall’avvio dell’attivita’;
  3. b) i cittadini dell’Unione europea, nati dopo il 1° gennaio 1969, che hanno risieduto continuativamente per almeno ventiquattro  mesi  in Italia e che, sebbene  residenti  nel  loro  Paese  d’origine,  hanno svolto continuativamente un’attivita’ di studio fuori di tale Paese e dell’Italia negli ultimi ventiquattro mesi  o  piu’,  conseguendo  un titolo di laurea o una specializzazione post lauream, i quali vengono assunti o avviano un’attivita’ di impresa o  di  lavoro  autonomo  in Italia e trasferiscono  il  proprio  domicilio,  nonche’  la  propria residenza, in Italia entro  tre  mesi  dall’assunzione  o  dall’avvio dell’attivita’.
  4. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate le categorie dei soggetti di cui al comma 1, tenendo  conto   delle   specifiche   esperienze   e   qualificazioni scientifiche e professionali e  garantendo  che  non  si  determinino nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 3.  (Caratteristiche dei benefici)

  1. I redditi di lavoro dipendente, i redditi d’impresa e i redditi di lavoro autonomo percepiti dalle persone fisiche di cui all’articolo 2 concorrono alla formazione della base imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche in  misura  ridotta,  secondo  le seguenti percentuali:
  2. a) 20 per cento, per le lavoratrici;
  3. b) 30 per cento, per i lavoratori.
  4. I benefici di cui al comma 1 sono riconosciuti nel rispetto dei limiti fissati dal regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d’importanza minore (de minimis).
  5. La fruizione dei benefici di cui al comma 1 e’ incompatibile con la contemporanea fruizione degli incentivi previsti dall’articolo  17 del  decreto-legge  29  novembre  2008,  n.  185,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, nonche’ del credito d’imposta previsto dall’articolo 1, commi da 271 a 279,  della  legge 27 di cembre 2006, n. 296, e successive modificazioni.
  6. Sono esclusi dai benefici di cui al presente articolo i soggetti che, essendo titolari di un rapporto di lavoro a tempo  indeterminato con pubbliche amministrazioni o  con  imprese  di  diritto  italiano, svolgono all’estero, in forza di tale rapporto, la propria  attivita’ lavorativa anche per il periodo temporale  individuato  dall’articolo 2.
  7. Il beneficio attribuito ai lavoratori dipendenti,  su  specifica richiesta di questi ultimi, e’ computato dal datore di lavoro ai fini del calcolo delle ritenute fiscali. Con provvedimento  del  direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro trenta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  sono  stabilite  le disposizioni necessarie per l’applicazione del presente comma.

Art. 4.  (Gestione delle procedure amministrative per il rientro in Italia)

  1. Le pratiche e gli adempimenti necessari a perfezionare il rientro in Italia delle persone fisiche cui si applica la presente legge sono curate dagli uffici consolari italiani all’estero, anche d’intesa con la societa’ Italia Lavoro Spa. Alle persone fisiche che rientrano in Italia e’ garantita,  in  quanto  applicabile,  l’attestazione  delle proprie competenze e dei titoli acquisiti all’estero,  attraverso  il rilascio della documentazione «Europass», di cui  alla  decisione  n. 2241/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15  dicembre 2004.
  2. Il Ministro degli affari esteri, con decreto adottato di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell’economia e delle finanze, entro due mesi dalla data di entrata in vigore  della presente  legge,  definisce  le  funzioni  e  i  ruoli  dei  soggetti coinvolti nelle procedure di cui al comma 1, senza nuovi  o  maggiori oneri per la finanza pubblica. Il decreto di  cui  al  primo  periodo individua la misura dei diritti  da  porre  a  carico  delle  persone fisiche che rientrano in Italia in modo  da  garantire  la  copertura integrale dei maggiori oneri derivanti, ai fini  dell’attuazione  del comma 1, dalle intese con la societa’ Italia Lavoro Spa.

Art. 5. (Riserva di alloggi di edilizia residenziale pubblica)

  1. Le regioni, nell’ambito delle loro  disponibilita’, possono riservare ai soggetti di cui all’articolo 2 una quota degli alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all’assegnazione in godimento o alla locazione per  uso  abitativo  per  un  periodo  non inferiore a ventiquattro mesi.

 

DECRETO LEGISLATIVO 28 giugno 2012, n. 108

  • Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  • Vista la direttiva 2009/50/CE del Consiglio, del 25  maggio  2009, sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di Paesi  terzi che intendano svolgere lavori altamente qualificati;
  • Vista la legge 15 dicembre 2011, n. 217, recante disposizioni  per l’adempimento di  obblighi  derivanti  dall’appartenenza  dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2010, ed, in  particolare, l’articolo 21 che ha delegato il  Governo  a  recepire  la  direttiva2009/50/CE;
  • Vista la  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  recante   disciplina dell’attivita’  di  Governo  e  ordinamento  della   Presidenza del Consiglio dei Ministri;
  • Visto il testo unico delle disposizioni concernenti la  disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto  legislativo  25  luglio   1998,   n.   286,   e   successive modificazioni;
  • Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, e successive modificazioni, recante regolamento recante norme di attuazione del  testo  unico  delle  disposizioni   concernenti   la disciplina  dell’immigrazione  e   norme   sulla   condizione   dello straniero;
  • Vista la legge 28 maggio  2007,  n.  68,  recante  disciplina  dei soggiorni di breve durata degli stranieri per visite, affari, turismo e studio;
  • Visto il decreto del Ministro degli affari esteri in data 11 maggio 2011, in materia di  visti  d’ingresso,  pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale n. 280 del 1° dicembre 2011;
  • Vista la preliminare deliberazione  del  Consiglio  dei  Ministri, adottata nella riunione del 16 marzo 2012;
  • Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della  Camera  dei deputati e del Senato della Repubblica;
  • Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata  nella riunione del 7 giugno 2012;
  • Sulla proposta del Ministro per gli affari europei e del  Ministro del lavoro e delle politiche sociali,  di  concerto  con  i  Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e delle  finanze, dell’interno e per la pubblica amministrazione e la semplificazione;

E m a n a il seguente decreto legislativo:

Art. 1 Modifiche al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286

  1. Al testo unico delle  disposizioni  concernenti  la  disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero di cui  al decreto  legislativo  25  luglio   1998,   n.   286,   e   successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
  2. a) dopo l’articolo 27-ter è inserito il seguente:

«Art. 27-quater (Ingresso  e  soggiorno  per  lavoratori  altamente qualificati. Rilascio della Carta blu  UE)

–  1.  L’ingresso  ed  il soggiorno, per periodi superiori a tre  mesi  e’  consentito,  al  di fuori delle quote di cui all’articolo 3, comma 4, agli stranieri,  di seguito denominati lavoratori stranieri  altamente  qualificati,  che intendono svolgere prestazioni  lavorative  retribuite  per  conto  o sotto la direzione o il coordinamento di un’altra  persona  fisica  o giuridica e che sono in possesso:

  1. a) del titolo di istruzione superiore  rilasciato  da  autorità competente  nel  Paese  dove  è  stato  conseguito  che  attesti  il completamento di un percorso di istruzione superiore di durata almeno triennale e della relativa qualifica  professionale  superiore,  come rientrante nei livelli 1, 2 e 3  della  classificazione  ISTAT  delle professioni CP 2011 e successive modificazioni, attestata  dal  paese di provenienza e riconosciuta in Italia;
  2. b) dei requisiti previsti dal  decreto  legislativo  6  novembre 2007,      206,   limitatamente   all’esercizio   di    professioni regolamentate.
  3. La disposizione di cui al comma 1 si applica:
  4. a) agli stranieri in possesso dei requisiti di cui al  comma  1, anche se soggiornanti in altro Stato membro;
  5. b) ai lavoratori stranieri altamente qualificati, titolari della Carta blu rilasciata in un altro Stato membro;
  6. c) agli stranieri in possesso dei requisiti di cui al  comma  1, regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale.
  7. Le disposizioni di  cui  al  comma  1  non  si  applicano  agli stranieri:
  8. a) che soggiornano a titolo  di  protezione  temporanea,  o  per motivi umanitari ovvero  hanno  richiesto  il  relativo  permesso  di soggiorno e sono in attesa di una decisione su tale richiesta;
  9. b) che  soggiornano  in   quanto   beneficiari   di   protezione internazionale riconosciuta ai sensi della direttiva  2004/83/CE  del Consiglio del  29  aprile  2004,  così  come  recepita  dal  decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251, e  della  direttiva  2005/85/CE del Consiglio del 1° dicembre 2005, così come recepita  dal  decreto legislativo 28 gennaio  2008,    25,  e  successive  modificazioni, ovvero hanno chiesto il riconoscimento  di  tale  protezione  e  sono ancora in attesa di una decisione definitiva;
  10. c) che chiedono di soggiornare in  qualità  di  ricercatori  ai sensi dell’articolo 27-ter;
  11. d) che  sono  familiari  di  cittadini  dell’Unione  che   hanno esercitato o esercitano il loro diritto alla libera  circolazione  in conformità alla direttiva 2004/38/CE, del Parlamento europeo  e  del Consiglio, del 29  aprile  2004,  cosi’  come  recepita  dal  decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, e successive modificazioni;
  12. e) che beneficiano dello status di soggiornante di lungo periodo e soggiornano ai sensi  dell’articolo  9-bis  per  motivi  di  lavoro autonomo o subordinato;
  13. f) che fanno ingresso in uno Stato membro in virtu’  di  impegni previsti da un accordo internazionale che  agevola  l’ingresso  e  il soggiorno temporaneo di  determinate  categorie  di  persone  fisiche connesse al commercio e agli investimenti;
  14. g) che soggiornano in qualità di lavoratori stagionali;
  15. h) che  soggiornano  in  Italia,  in  qualità   di   lavoratori distaccati, ai sensi dell’articolo 27, comma 1, lettere  a),  g),  ed     i), in conformità alla direttiva 96/71/CE, del Parlamento europeo  e del Consiglio del 16 dicembre 2006, così come recepita  dal  decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 72, e successive modificazioni;
  16. i) che in virtu’ di accordi  conclusi  tra  il  Paese  terzo  di appartenenza e l’Unione e i suoi Stati membri beneficiano dei diritti alla  libera  circolazione  equivalente  a   quelli   dei   cittadini dell’Unione;
  17. l) che sono destinatari di un provvedimento di espulsione  anche se sospeso.
  18. La domanda di nulla osta al lavoro per i  lavoratori  stranieri altamente  qualificati  e’  presentata  dal  datore di lavoro allo sportello unico per l’immigrazione presso la prefettura-ufficio territoriale del Governo. La presentazione  della  domanda  ed  il rilascio del nulla osta, dei visti di  ingresso e dei permessi  di soggiorno, sono regolati dalle disposizioni di cui all’articolo 22, fatte salve le specifiche prescrizioni previste dal presente articolo.
  19. Il datore di lavoro, in sede di presentazione della domanda  di cui al comma 4, oltre quanto previsto dal comma  2  dell’articolo  22 deve indicare, a pena di rigetto della domanda:
  20. a) la proposta di contratto di  lavoro  o  l’offerta  di  lavoro vincolante della durata di almeno un anno, per lo svolgimento di  una attivita’ lavorativa  che  richiede  il  possesso  di  una  qualifica professionale superiore, come indicata al comma 1, lettera a);
  21. b) il titolo di istruzione e la relativa qualifica professionale superiore, come indicati al comma  1,  lettera  a),  posseduti  dallo straniero;
  22. c) l’importo dello stipendio annuale lordo,  come  ricavato  dal contratto di lavoro ovvero  dall’offerta  vincolante,  che  non  deve essere  inferiore  al  triplo  del  livello   minimo   previsto   per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria.
  23. Lo sportello unico per  l’immigrazione  convoca  il  datore  di lavoro e rilascia il nulla osta al lavoro non  oltre  novanta  giorni dalla presentazione della domanda ovvero, entro il medesimo  termine, comunica al datore di lavoro il rigetto della stessa.  Gli  stranieri di cui al comma 2, lettera c), del  presente  articolo,  regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale,  accedono  alla  procedura  di rilascio del  nulla  osta  al  lavoro  a  prescindere  dal  requisito dell’effettiva residenza all’estero.
  24. Il  rilascio  del  nulla  osta  al  lavoro  e’  subordinato  al preventivo espletamento degli adempimenti previsti dall’articolo  22, comma 4.
  25. Il nulla osta al lavoro e’ sostituito da una comunicazione  del datore di lavoro della proposta di contratto di lavoro o dell’offerta di lavoro vincolante, formulate ai sensi del comma 5, e si  applicano le disposizioni di cui all’articolo 27, comma 1-ter, nel caso in  cui il datore di lavoro abbia sottoscritto con il Ministero dell’interno, sentito il  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,  un apposito protocollo di intesa, con cui il medesimo datore  di  lavoro garantisce la sussistenza delle condizioni previste  dal  comma  5  e dall’articolo 27, comma 1-quater.  Ai  fini  dell’applicazione  delle disposizioni del presente comma, il datore di lavoro deve  dichiarare di non trovarsi nelle condizioni di cui al comma 10.
  26. Il nulla osta al lavoro e’ rifiutato ovvero, nel caso sia stato rilasciato, e’ revocato se i documenti di cui al comma 5  sono  stati ottenuti mediante frode  o  sono  stati  falsificati  o  contraffatti ovvero qualora lo straniero non si rechi presso  lo  sportello  unico per l’immigrazione per la firma del contratto di soggiorno  entro  il termine di cui all’articolo 22, comma 6, salvo  che  il  ritardo  sia dipeso da cause di forza maggiore. Le revoche  del  nulla  osta  sono comunicate al Ministero degli affari esteri  tramite  i  collegamenti telematici.
  27. Il nulla osta al lavoro e’ altresì rifiutato se il datore  di lavoro  risulti  condannato  negli  ultimi  cinque  anni,  anche  con sentenza non  definitiva,  compresa  quella  adottata  a  seguito  di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo  444  del codice di procedura penale, per:
  28. a) favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’emigrazione clandestina dall’Italia verso  altri  Stati  o  per reati  diretti  al  reclutamento  di  persone   da   destinare   alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori  da impiegare in attivita’ illecite;
  29. b) intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro  ai  sensi dell’articolo 603-bis codice penale;
  30. c) reati previsti dall’articolo 22, comma 12.
  31. Al lavoratore straniero altamente qualificato autorizzato allo svolgimento di attivita’ lavorative e’  rilasciato  dal  Questore  un permesso di soggiorno ai sensi dell’articolo 5, comma 8,  recante  la dicitura ‘Carta  blu  UE’,  nella  rubrica  ‘tipo  di  permesso’.  Il permesso di soggiorno e’ rilasciato,  a  seguito  della  stipula  del contratto di soggiorno per lavoro di cui all’articolo 5-bis  e  della comunicazione  di  instaurazione  del  rapporto  di  lavoro  di   cui all’articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 1°  ottobre  1996,  n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996,  n. 608, con durata biennale, nel caso di contratto  di  lavoro  a  tempo indeterminato, ovvero con durata pari a quella del rapporto di lavoro piu’ tre mesi, negli altri casi.
  32. Il permesso di soggiorno non e’ rilasciato o il suo rinnovo e’ rifiutato ovvero, nel  caso  sia  stato  concesso,  e’  revocato  nei seguenti casi:
  33. a) se e’ stato  ottenuto  in  maniera  fraudolenta  o  e’  stato falsificato o contraffatto;
  34. b) se risulta che lo straniero non soddisfaceva o  non  soddisfa piu’ le condizioni d’ingresso e di soggiorno  previste  dal  presente testo unico o se soggiorna per fini diversi  da  quelli  per  cui  lo stesso ha ottenuto il nulla osta ai sensi del presente articolo;
  35. c) se lo straniero non ha rispettato le  condizioni  di  cui  al comma 13;
  36. d) qualora  lo  straniero  non  abbia  risorse  sufficienti  per mantenere se stesso e, nel caso, i propri familiari, senza  ricorrere al regime di assistenza sociale nazionale, ad eccezione  del  periodo di disoccupazione.
  37. Il titolare di Carta blu UE, limitatamente ai primi due anni di occupazione legale sul territorio nazionale, esercita esclusivamente attivita’ lavorative conformi alle condizioni di ammissione  previste al comma 1 e limitatamente a quelle per le quali e’ stata  rilasciata la Carta blu UE. I cambiamenti di datore  di  lavoro  nel  corso  dei primi due anni sono soggetti all’autorizzazione preliminare da  parte delle competenti Direzioni territoriali del lavoro. Decorsi 15 giorni dalla ricezione della documentazione relativa al nuovo  contratto  di lavoro o offerta vincolante, il parere della  Direzione  territoriale competente si intende acquisito.
  38. E’ escluso l’accesso al lavoro se le  attivita’  dello  stesso comportano, anche in via occasionale l’esercizio diretto o  indiretto di pubblici  poteri,  ovvero  attengono  alla  tutela  dell’interesse nazionale. E’ altresì escluso l’accesso al lavoro nei casi  in  cui, conformemente  alla  legge  nazionale  o  comunitaria   vigente,   le attivita’ dello stesso siano riservate  ai  cittadini  nazionali,  ai

cittadini dell’Unione o ai cittadini del SEE.

  1. I titolari di Carta blu UE beneficiano di un trattamento uguale a quello  riservato  ai  cittadini,  conformemente  alla   normativa vigente, ad eccezione dell’accesso al mercato del  lavoro  nei  primi due anni, come previsto al comma 13.
  2. Il ricongiungimento familiare e’  consentito  al  titolare  di Carta blu UE, indipendentemente dalla  durata  del  suo  permesso  di soggiorno, ai sensi e alle condizioni previste dall’articolo  29.  Ai familiari e’ rilasciato  un  permesso  di  soggiorno  per  motivi  di famiglia, ai sensi dell’articolo 30, commi 2, 3 e 6, di durata pari a quello del titolare di Carta blu UE.
  3. Dopo diciotto mesi di  soggiorno  legale  in  un  altro  Stato membro, lo straniero titolare di Carta blu UE,  rilasciata  da  detto Stato, puo’ fare ingresso in Italia senza necessita’  del  visto,  al fine di esercitare un’attivita’ lavorativa, alle condizioni  previste dal presente articolo. Entro un  mese  dall’ingresso  nel  territorio nazionale, il datore di lavoro presenta la domanda di nulla  osta  al lavoro con la procedura prevista al comma 4  e  alle  condizioni  del presente articolo. Il nulla osta e’ rilasciato entro il termine di 60 giorni. La domanda di nulla osta al lavoro puo’ essere presentata dal datore di lavoro anche se il titolare della Carta  blu  UE  soggiorna ancora nel territorio del primo Stato membro. Al lavoratore straniero altamente qualificato autorizzato al lavoro dallo sportello unico  e’ rilasciato dal Questore il permesso  secondo  le  modalita’  ed  alle condizioni previste dal presente articolo. Dell’avvenuto rilascio  e’ informato lo Stato membro che ha rilasciato la precedente  Carta  blu UE. Nei confronti dello straniero, cui e’ stato rifiutato o  revocato il nulla osta al lavoro o il permesso ovvero  questo  ultimo  non  e’ stato rinnovato, e’ disposta l’espulsione ai sensi dell’articolo 13 e l’allontanamento e’ effettuato  verso  lo  Stato  membro  dell’Unione europea che aveva rilasciato la Carta blu UE, anche nel caso  in  cui la Carta blu UE rilasciata dall’altro Stato membro sia scaduta o  sia stata revocata. Nei confronti del titolare di Carta blu UE  riammesso in Italia ai sensi del presente comma si  applicano  le  disposizioni previste dall’articolo 22, comma 11.  Ai  familiari  dello  straniero titolare di Carta blu UE in possesso di un valido titolo di soggiorno rilasciato dallo Stato membro  di  provenienza  e  del  documento  di viaggio valido, e’ rilasciato un permesso di soggiorno per motivi  di famiglia,  ai  sensi  dell’articolo  30,  commi  2,  3  e  6,  previa dimostrazione di aver risieduto in qualita’ di familiare del titolare di Carta blu UE nel medesimo Stato membro di provenienza e di  essere in possesso dei requisiti di cui all’articolo 29, comma 3.
  4. Per quanto non espressamente previsto  dal  presente  articolo trovano applicazione le  disposizioni  di  cui  all’articolo  22,  in quanto compatibili.»;
  5. b) dopo l’articolo 9-bis e’ inserito il seguente:

«Art. 9-ter (Status di  soggiornante  di  lungo  periodo-CE  per  i titolari di Carta blu UE) – 1. Lo straniero titolare di Carta blu  UE rilasciata da un altro Stato membro ed autorizzato  al  soggiorno  in Italia  alle  condizioni  previste  dall’articolo   27-quater,   puo’ chiedere al Questore il rilascio del permesso  di  soggiorno  CE  per soggiornanti di lungo periodo, di cui all’articolo 9.

  1. La disposizione di cui al comma 1 si applica agli stranieri che dimostrino:
  2. a) di aver soggiornato,  legalmente  ed  ininterrottamente,  per cinque anni nel territorio dell’Unione in quanto  titolari  di  Carta blu UE;
  3. b) di essere in possesso, da almeno due  anni,  di  un  permesso Carta blu UE ai  sensi  dell’articolo  27-quater.  Le  assenze  dello straniero dal territorio dell’Unione non interrompono la  durata  del periodo di cui al presente comma  e  sono  incluse  nel  computo  del medesimo periodo quando sono inferiori a dodici  mesi  consecutivi  e non superano complessivamente i diciotto mesi nel periodo di cui alla lettera a).
  4. Ai titolari di Carta blu UE, in possesso dei requisiti previsti al comma 2, e’ rilasciato dal questore un permesso  di  soggiorno  CE per soggiornanti di lungo periodo, recante la dicitura, nella rubrica ‘annotazioni’, ‘Ex titolare di Carta blu UE’.
  5. Il permesso di soggiorno di cui al comma 1  e’  revocato  nelle ipotesi previste all’articolo 9, comma 7, lettere a), b), c)  ed  e), nonche’ nel caso di assenza dal territorio dell’Unione per un periodo di ventiquattro mesi consecutivi.
  6. Ai  familiari  dello  straniero  titolare  di  un  permesso  di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, concesso ai sensi del presente articolo, in possesso di un valido documento, e’  rilasciato un permesso di soggiorno  per  motivi  di  famiglia  ai  sensi  degli articoli 5, comma 3-sexies, e 30, commi 2 e 6,  previa  dimostrazione di essere in possesso dei requisiti di cui all’articolo 29, comma 3.
  7. Ai  familiari  dello  straniero  titolare  di  un  permesso  di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo concesso ai sensi  del presente articolo, in possesso dei requisiti di cui  all’articolo  9, comma 1, e’ rilasciato il permesso di soggiorno CE  per  soggiornanti di  lungo  periodo  qualora  abbiano   soggiornato,   legalmente   ed ininterrottamente, per cinque anni nel territorio dell’Unione di  cui gli ultimi due nel territorio nazionale.».

Art. 2  Norma finanziaria

  1. Dall’attuazione del presente  decreto  legislativo  non  devono derivare  nuovi  o  maggiori  oneri  per  la  finanza  pubblica.   Le amministrazioni competenti  provvedono  all’attuazione  del  medesimo decreto nell’ambito delle risorse umane,  strumentali  e  finanziarie previste a legislazione vigente.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Roma, addi’ 28 giugno 2012

 

DECRETO LEGISLATIVO 14 settembre 2015, n. 147  Art. 16 – Regime speciale per lavoratori impatriati

  1. Il reddito di lavoro dipendente prodotto in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato  ai  sensi dell’articolo 2 del testo unico delle imposte sui redditi,  approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, concorre alla formazione del  reddito  complessivo  limitatamente  al settanta per cento del suo  ammontare  al  ricorrere  delle  seguenti condizioni:
  2. a) i lavoratori non sono stati residenti in  Italia  nei  cinque periodi  di  imposta  precedenti  il  predetto  trasferimento  e si impegnano a permanere in Italia per almeno due anni;
  3. b) l’attivita’  lavorativa  viene svolta presso un’impresa residente nel territorio dello Stato  in  forza  di  un  rapporto  di lavoro instaurato con  questa o con societa’ che direttamente o indirettamente controllano la medesima impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa societa’ che controlla l’impresa;
  4. c) l’attivita’  lavorativa  e’  prestata prevalentemente nel territorio italiano;
  5. d) i lavoratori rivestono ruoli direttivi ovvero sono in possesso di requisiti  di  elevata  qualificazione  o  specializzazione  come definiti con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di cui al comma 3.
  6. Il criterio di determinazione del reddito di cui al comma 1  si applica anche ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 30 dicembre 2010, n. 238, le cui categorie  vengono individuate tenendo conto delle specifiche esperienze e qualificazioni scientifiche  e   professionali con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di cui al comma 3.
  7. Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere dal periodo di imposta in cui e’  avvenuto il trasferimento della residenza nel territorio dello Stato ai  sensi  dell’articolo 2 del testo unico delle imposte sui  redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e per i quattro periodi successivi. Con decreto del Ministro dell’economia  e  delle finanze, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore  del  presente  decreto, sono adottate le  disposizioni  di attuazione del presente articolo anche relativamente alle disposizioni di coordinamento con le altre norme agevolative  vigenti in  materia,  nonche’  relativamente  alle  cause  di  decadenza  dal beneficio.
  8. Il comma 12-octies  dell’articolo  10  del  decreto-legge  31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge  27 febbraio 2015, n. 11, e’ abrogato.
  9. All’articolo 2, comma 1,  lettere  a)  e  b),  della  legge  30 dicembre 2010, n. 238, le parole: «nati dopo il 1° gennaio 1969» sono abrogate.

 

DECRETO 26 maggio 2016  Disposizioni di attuazione del regime speciale per lavoratori impatriati, di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147. (16A04321) (GU n.132 del 8-6-2016) – il Ministro dell’Economia e delle Finanze

  • Visto il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, concernente «Disposizioni recanti misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese»;
  • Vista la legge 30 dicembre 2010,   238,  concernente  «Incentivi

fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia»;

  • Visto il decreto del Ministero dell’economia  e  delle  finanze  3 giugno 2011 recante disciplina in materia  di «Individuazione  delle categorie dei soggetti beneficiari degli  incentivi  fiscali  di  cui all’art. 2 della legge 30 dicembre 2010, n. 238»;
  • Visto, in particolare, l’art. 16,  comma  1,  del  citato  decreto legislativo n. 147 del 2015 il  quale  prevede  che,  al  verificarsi delle condizioni ivi recate, il reddito di lavoro dipendente prodotto in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dello  Stato  concorre  alla  formazione  del   reddito   complessivo limitatamente al settanta per cento del suo ammontare;
  • Visti il comma 1, lettera d), e il comma 2 del predetto art. 16, i quali demandano a un  decreto  del  Ministro  dell’economia  e  delle finanze, rispettivamente, la definizione  dei  requisiti  di  elevata qualificazione e specializzazione dei lavoratori, necessari  ai  fini della fruizione dell’agevolazione fiscale  di  cui  al  comma  1  del citato art. 16 nonche’ l’individuazione delle categorie  di  soggetti di cui alla legge 30 dicembre 2010, n. 238, ai  quali  e’  estesa  la fruizione del beneficio di cui al predetto  comma  1,  tenendo  conto delle  specifiche  esperienze e qualificazioni   scientifiche   e professionali dai medesimi possedute;
  • Visto il comma 3 del citato art. 16 il quale demanda, altresi’, al medesimo  decreto  del  Ministro  dell’economia  e delle   finanze, l’individuazione delle disposizioni di attuazione del  predetto  16,  delle  disposizioni  di coordinamento  con   le   altre   norme agevolative vigenti in materia nonche’ della disciplina relativa alle eventuali cause di decadenza dal beneficio;
  • Visto l’art.  44  del  decreto-legge  31  maggio  2010,      78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,  n.  122, recante disciplina in materia di «Incentivi per il rientro in  Italia di ricercatori residenti all’estero»;
  • Sentito il Ministero del lavoro  e  delle  politiche  sociali  con riferimento all’individuazione dei ruoli direttivi e alla definizione dei requisiti di elevata qualificazione  e  specializzazione  di  cui all’art. 16, comma 1, lettera d), del citato decreto  legislativo  147 del 2015; -Decreta:

Art. 1 – Categorie dei soggetti beneficiari delle agevolazioni fiscali

  1. Le agevolazioni fiscali di cui all’art. 16, comma 1, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, consistenti nella concorrenza alla formazione del reddito complessivo del 70 per cento del reddito di lavoro dipendente prodotto in Italia da soggetti che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato  ai  sensi  dell’art.  2  del testo unico delle imposte sui  redditi,  approvato  con  decreto  del Presidente  della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  trovano applicazione, a decorrere dall’anno 2016, per  il  periodo  d’imposta del predetto trasferimento e per i successivi quattro, al verificarsi delle seguenti condizioni:
  2. a) i lavoratori non sono stati residenti in  Italia  nei  cinque periodi  di  imposta  precedenti  il  predetto  trasferimento  e   si impegnano a permanere in Italia per almeno due anni;
  3. b) l’attivita’ lavorativa e’ svolta presso un’impresa  residente nel territorio  dello  Stato  in  forza  di  un  rapporto  di  lavoro instaurato  con  questa   o   con   societa’   che   direttamente   o indirettamente controllano la medesima impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa societa’ che controlla l’impresa;
  4. c) l’attivita’ lavorativa e’ prestata nel territorio italiano per un periodo superiore a  183  giorni  nell’arco  di  ciascun  periodo d’imposta;
  5. d) i lavoratori svolgono funzioni direttive e/o sono in possesso dei requisiti  di  elevata  qualificazione  o  specializzazione  come definiti dai decreti legislativi 28 giugno 2012, n. 108, e 6 novembre 2007, n. 206.
  6. Sono altresi’ destinatari delle medesime agevolazioni di cui al comma 1:
  7. a) i cittadini dell’Unione europea, in possesso di un titolo  di laurea che hanno  svolto  continuativamente un’attivita’ di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di impresa fuori  dall’Italia  negli ultimi ventiquattro mesi o piu’;
  8. b) i cittadini dell’Unione europea che hanno svolto continuativamente un’attivita’ di studio  fuori  dall’Italia  negli ultimi ventiquattro mesi o piu’, conseguendo un titolo  di  laurea  o una specializzazione post lauream.

Art. 2 -Divieto di cumulo

  1. La fruizione dei benefici di cui  all’art.  16,  comma  1,  del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, e’  incompatibile  con la contemporanea fruizione degli incentivi fiscali previsti dall’art. 44,  del  decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

Art. 3 – Decadenza

  1. Il beneficiario degli incentivi di cui  al  predetto  art.  16, comma 1, del decreto legislativo 14 settembre 2015,  n.  147,  decade dal diritto agli stessi  laddove  la  residenza  in  Italia  non  sia mantenuta per almeno due anni. In tal caso si  provvede  al  recupero dei benefici gia’ fruiti, con applicazione delle relative sanzioni  e interessi.

 

LEGGE 11 dicembre 2016, n. 232 art. 1 commi:

  1. 150. All’articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, 147, sono apportate le seguenti modificazioni:
  2. a) al comma 1, allinea:

1) le parole: «Il reddito di lavoro dipendente  prodotto»  sono  sostituite dalle seguenti: «I  redditi  di  lavoro  dipendente  e  di lavoro autonomo prodotti»;

2) le  parole:  «settanta  per  cento»  sono  sostituite  dalle seguenti: «cinquanta per cento»;

  1. b) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente: «1-bis. Le condizioni di cui al comma 1, lettere b) e d), non  si applicano ai lavoratori autonomi»;
  2. c) al comma 2 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il criterio di determinazione del reddito di cui al comma 1 si applica anche ai cittadini di Stati diversi da quelli appartenenti all’Unione europea, con i quali sia in vigore una convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito ovvero un accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale, in possesso di un diploma di laurea, che hanno svolto continuativamente un’attivita’ di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o di impresa fuori dall’Italia negli ultimi ventiquattro mesi ovvero che hanno svolto continuativamente un’attivita’ di studio fuori dall’Italia negli ultimi ventiquattro mesi o piu’, conseguendo un diploma di laurea o una specializzazione post lauream».
  3. 151. Le disposizioni di cui al comma 150, lettera a), numero 2), e lettera c), si applicano a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 1º gennaio 2017. Le medesime disposizioni di cui al comma 150, lettera a), numero 2), si applicano, per i periodi d’imposta dal 2017 al 2020, anche ai lavoratori dipendenti che nell’anno 2016 hanno trasferito la residenza nel territorio dello Stato ai sensi dell’articolo 2 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e ai soggetti che nel medesimo anno 2016 hanno esercitato l’opzione ai sensi del comma 4 dell’articolo 16 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147.

 

DECRETO-LEGGE 30 dicembre 2016, n. 244 – coordinato con la legge di conversione 27 febbraio 2017, n. 19

Art. 3 Proroga di termini in materia di lavoro e politiche sociali

Omissis …

3-novies.  Il  termine  per   l’esercizio   dell’opzione   di   cui all’articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 14 settembre  2015, n. 147, e’ prorogato al 30 aprile 2017, per i  lavoratori  dipendenti che non l’hanno  gia’  esercitata,  secondo  le  modalita’  attuative individuate  con  provvedimento  del  direttore  dell’Agenzia   delle entrate da emanare entro trenta  giorni  dalla  data  di  entrata  in vigore della legge di conversione del presente decreto. ))

 

COMUNICATO STAMPA – Regime fiscale per i lavoratori “impatriati”, scadenza al 2 maggio  2017

In un provvedimento delle Entrate le modalità di esercizio dell’opzione

Più tempo per i lavoratori dipendenti, rientrati in  Italia entro il 31 dicembre 2015, per accedere a l  regime  fiscale  speciale previsto dal  Dlgs  n.  147/2015 . Infatti, potranno optare fino al 30 aprile 2017 (termine festivo, prorogato al 2 maggio 2017) per la misura agevolativa che prevede  una  riduzione  della  base  imponibile  ai  fini  Irpef,  del  30% per l’anno di imposta 2016, e  del  50% a  partire dal  periodo  di  imposta  2017  e  per  i  tre successivi. Questi  i  principali  chiarimenti  contenuti  nel  provvedimento  del  direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicato oggi.

Come cambia l’agevolazione -Il Dlgs n. 147/2015 ha introdotto un regime ad hoc per i lavoratori “impatriati” in base al quale, dall’anno di imposta 2016, il reddito di lavoro dipendente prodotto  in  Italia  da  lavoratori  che  trasferiscono  la  residenza  nel  territorio dello  Stato, può concorrere alla  formazione  del  reddito  complessivo  limitatamente  al 70% del  suo  ammontare. La  legge  di  bilancio  2017  ha  modificato  questa  percentuale, stabilendo che i redditi di lavoro dipendente prodotti in Italia da lavoratori “impatriati”, a partire dall’anno d’imposta 2017, concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del loro ammontare. L’esercizio  dell’opzione  slitta  al 2  maggio-Per  i lavoratori  dipendenti di  cui  alla legge  n.  238/2010, rientrati  in  Italia  entro  il  31  dicembre  2015 , che  non  abbiano  già esercitato l’opzione per accedere al regime speciale per i lavoratori “impatriati”, il decreto “milleproroghe” ha posticipato il termine al 30 aprile 2017, prorogato, in quanto  festivo, al 2  maggio. Per accedere all’agevolazione,  irrevocabile, i  lavoratori dovranno presentare  un’apposita  richiesta  scritta  al  proprio  datore  di  lavoro. L’istanza dovrà  contenere le generalità del contribuente, il suo codice fiscale, l’indicazione dell’attuale residenza  in  Italia  e  l’impegno  a  comunicare  ogni  variazione  della  residenza  o  del domicilio  prima  del  decorso  di  cinque  anni  dalla  data  della  prima  fruizione  del beneficio.

L’opzione consente di   fruire del   regime   speciale per   il   quinquennio 2016/2020. In particolare, per l’anno 2016, i lavoratori che esercitano la scelta fruiscono del regime agevolato in  sede  di  presentazione  della  dichiarazione  dei  redditi  relativa  allo  stesso periodo d’imposta, indicando il  reddito  di  lavoro  dipendente  nella  misura  ridotta  al 70%. Per l’anno di imposta 2017, l’agevolazione del  50% è  applicata  dal  datore  di lavoro;  nell’ipotesi  in  cui quest’ultimo non  possa  riconoscerla,  il  contribuente  può comunque  fruirne  direttamente  nella  dichiarazione  dei  redditi  relativa  all’anno  di imposta 2017.

 

a cura della Dott. Daniele Arceci

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